Napolitano contro il voto anticipato: "Dannosa patologia italiana"

"Non posso certo 'congelare' né 'blindare' (termini, entrambi, di fantasia o di polemica a effetto) un governo ancor fresco di nomina. Il Parlamento è libero, in ogni momento, di votare la sfiducia al governo Letta. Ma il Presidente ha il dovere di mettere in guardia il Paese e le forze politiche rispetto ai rischi e ai contraccolpi assai gravi, in primo luogo sotto il profilo economico e sociale, che un'ulteriore destabilizzazione e incertezza del quadro politico-istituzionale comporterebbe per l'Italia". Lo sottolinea il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in un intervento sul Corriere della Sera, dopo la lettera aperta inviatagli ieri da Fausto Bertinotti dalle colonne dello stesso quotidiano.
24 LUG 13
Ultimo aggiornamento: 13:59 | 21 AGO 20
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"Non posso certo 'congelare' né 'blindare' (termini, entrambi, di fantasia o di polemica a effetto) un governo ancor fresco di nomina. Il Parlamento è libero, in ogni momento, di votare la sfiducia al governo Letta. Ma il Presidente ha il dovere di mettere in guardia il Paese e le forze politiche rispetto ai rischi e ai contraccolpi assai gravi, in primo luogo sotto il profilo economico e sociale, che un'ulteriore destabilizzazione e incertezza del quadro politico-istituzionale comporterebbe per l'Italia". Lo sottolinea il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in un intervento sul Corriere della Sera, dopo la lettera aperta inviatagli ieri da Fausto Bertinotti dalle colonne dello stesso quotidiano.
"So bene – prosegue il Presidente della Repubblica – che 'in caso di crisi', resta il 'ricorso al voto poplare' e che da qualche parte si confida nella possibilità di 'dare vita' così 'a un'alternativa di governo'. Ma di azzardi la democrazia italiana ne ha vissuti già troppi. Dovetti io stesso sciogliere le Camere nel febbraio 2008, prendendo atto dello sfaldamento di una maggioranza che si presumeva 'omogenea' e dell'inesistenza, allo stato, di una diversa maggioranza di governo. E dovetti penare per evitare lo scioglimento delle Camere nel novembre 2011 e – all'indomani dell'insediamento del nuovo Parlamento – nella primavera del 2013". "Si comprenderà che da Presidente – guardando anche a decenni di vita repubblicana – io consideri il frequente e facile ricorso a elezioni politiche anticipate come una delle più dannose patologie italiane".